Il libro d´esordio della venticinquenne Silvia Avallone colpisce e conquista fin dalle prime righe. Duro e concreto il titolo, Acciaio: l´acciaio per cui si vive e si muore nelle periferie di Piombino, dove Anna e Francesca sono cresciute e si sono scelte. Anna, quattordici anni, una madre attivista politica ma remissiva con il marito, un padre sempre ai margini della legge e un fratello "bellone", che, come tutti gli uomini della zona, lavora nelle acciaierie. Francesca, stessa età di Anna, una madre che a trent´anni sembra già vecchia e un padre orco. Che cosa possono fare in un posto come quello, se non usare la loro bellezza come un´arma? Sono spavalde, coraggiose, ma la vita è feroce e l´amore, quando arriva, fa male. E le divide. Rimane una speranza, un sogno di fuga: irraggiungibile come per loro lo è l´isola d´Elba, "impossibile e radiosa, ferma sulla linea dell´orizzonte". Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, uno squarcio su una smarrita Italia operaia in un romanzo potente, che ha rivelato una scrittrice di sicuro talento.
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Silvia Avallone è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna, dove si è laureata in Filosofia. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di poesie Il libro dei vent´anni (premio Alfonso Gatto per l´opera prima). Acciaio è il suo primo romanzo.
"La storia di un´età ingrata, dolorosa e fuggitiva: l´adolescenza".
La Stampa
"Un libro di cui ci si innamora".
Gioia
"Una scrittrice esordiente che vi sorprenderà".
Vanity Fair
"Che bell´esordio".
Grazia
"Acciaio fa centro".
Il Sole 24 Ore
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